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#CambiaGiro, il Giro d’Italia nega la questione palestinese

Il Comitato e l’Associazione Pace per Gerusalemme onlus hanno aderito alla Campagna Internazionale #CambiaGiro  insieme a 160 altri soggetti, tra cui europarlamentari, organizzazioni sindacali e cattoliche, intellettuali ebrei come Noam Chomski e Moni Ovadia, nella convinzione che siano piuttosto necessarie riflessioni pacate sulle ragioni dei due popoli, proposte che aiutino la negoziazione di una soluzione politica pacifica, pressioni affinché i decisori politici non possano chiamarsi fuori dalla necessaria assunzione di responsabilità.

L’intenzione degli organizzatori è soprattutto quella di celebrare i 70 anni dalla nascita dello Stato di Israele. Senza nulla togliere alla rilevanza storica di quella data, va detto che essa ha comportato conseguenze drammatiche e conflittualità mai risolte e, anzi, più che mai attuali, anche se taciute e rimosse dalla coscienza collettiva dell’Occidente.

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La partenza del Giro d’Italia da Gerusalemme rischia di essere una iniziativa che pecca di retorica e di falsa coscienza, vista la grande responsabilità dell’Europa sia nel dramma della Shoah, sia nella rimozione dell’ingiustizia patita dai palestinesi, i quali hanno pagato con l’esilio a partire dal 1948 e pagano tuttora con l’occupazione delle terre da loro sempre abitate, occupazione che li priva di uno stato autonomo.

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Appare, a questo proposito, tanto più scorretta la rappresentazione di Gerusalemme Est come capitale unificata di Israele (vedi sito ufficiale del Giro), cosa che né l’ONU, né i principali paesi occidentali, né alcuna legge internazionale ha mai riconosciuto.

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Riteniamo quindi che l’iniziativa non solo manchi dei presupposti per richiamare una utile attenzione verso il Vicino Oriente e i suoi conflitti, ma possa anzi essere una implicita approvazione delle politiche di occupazione di Israele e del loro disconoscimento dei diritti palestinesi, nonostante le numerose condanne a livello internazionale e il riconoscimento formale dello Stato Palestinese da parte di moltissimi Paesi e anche di recente da parte di papa Francesco. E riteniamo possa infine, nel concreto, contribuire invece ad un inasprimento di interventi repressivi preventivi in nome della ‘sicurezza’.

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L’Associazione Pace per Gerusalemme onlus ha aderito alla Campagna Internazionale #CambiaGiro insieme a 160 altri soggetti, tra cui europarlamentari, organizzazioni sindacali e cattoliche, intellettuali ebrei come Noam Chomski e Moni Ovadia, nella convinzione che siano piuttosto necessarie riflessioni pacate sulle ragioni dei due popoli, proposte che aiutino la negoziazione di una soluzione politica pacifica, pressioni affinché i decisori politici non possano chiamarsi fuori dalla necessaria assunzione di responsabilità.

Associazione Pace per Gerusalemme – Il Trentino e la Palestina onlus

Comitato delle associazioni per la Pace e i Diritti Umani di Rovereto

Altre info: www.bdsitalia.org

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