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  • "Il nostro Kossovo" - Giovedì 13 Novembre, ore 21.00

    Luogo: Centro di Educazione Permanente alla Pace, Rovereto Via Vicenza 5


    Negli ultimi due anni i volontari con il Kossovo, si sono recati a Peja/Pec (Kossovo) per realizzare insieme a giovani kossovari del Progetto Colomba di Rovereto, già membri del Tavolo trentino, attività di animazione estiva con bambini rom, egiziani e albanesi del quartiere più disagiato della città.

    Il Tavolo è da 10 anni impegnato in una cooperazione di comunità tra Trentino e Municipalità di Peja/Pec, tra le varie attività, ogni giorno un'equipe di operatori locali di TcK si adopera per facilitare la ricostruzione dei legami tra la comunità serba e quella albanese.

    L'incontro si pone l'obiettivo, tramite la presentazione di queste due esperienze, di offrire elementi di comprensione del contesto kossovaro attuale. Nel corso della serata verrà, inoltre, proiettato il documentario "Niente a nessuno", prodotto dall'Associazione Trentino con il Kossovo per la regia di Darko Sokovic (23'', 2008). Il documentario, girato in Kossovo nei giorni della dichiarazione d'indipendenza, intende offrire uno spaccato delle relazioni odierne tra serbi e albanesi partendo dal racconto di persone ancora capaci di pensare senza pregiudizi e di sognare una vita dignitosa per sé stessi e per tutti gli abitanti del Kossovo.

    Intervengono:
    - Elbert Krasniqi, operatore dell'Associazione Trentino con il Kossovo a Peja/Pec
    - i volontari del Progetto Colomba di Rovereto

    Introduce:
    Francesco Granari, già coordinatore in Kossovo e attualmente desk-officer del Tavolo Trentino con il Kossovo

    Per informazioni e contatti:
    Tavolo Trentino con il Kossovo
    Samuela Michilini
    email: tavolo.kossovo@trentinosolidarieta.it
    Tel.: 0461 22 32 24

    Progetto Colomba ONLUS
    Carmen Stedile
    email: progettocolomba@gmail.com
    Tel.: 0464 42320

  • Torna la fiera Fa' la cosa giusta di Trento

    Quanto costa un pieno di carburante? E quanto si spende per la bolletta energetica? Il dibattito sul caro-petrolio occupa le cronache dei giornali, mentre contemporaneamente cresce l'attenzione per il “costo” ambientale del nostro stile di vita. Si moltiplicano le iniziative per ridurre i consumi e abbattere l'inquinamento non solo per quanto riguarda i trasporti, ma in tutti gli ambiti della nostra vita quotidiana.

    Anche quest'anno la fiera “Fa' la cosa giusta! Trento”, in programma dal 31 ottobre al 2 novembre, si proporra come punto di riferimento per coloro che hanno deciso di prestare maggiore attenzione alla sostenibilita dei loro acquisti.

    trentinoarcobaleno.it
  • Contro la guerra in Georgia possiamo solo dire una parola

    di Mao Valpiana, Movimento Nonviolento (Verona) Contro la guerra in Georgia non possiamo fare nulla. Ma quel nulla va fatto. Forse possiamo solo dire una parola, e dunque quella parola va detta. Sono molteplici e complesse le vicende che hanno creato le condizioni per questa nuova esplosione di violenza bellica (petrolio, oleodotto, sovranità nazionale, indipendenza etnica, imperialismo russo, ecc., ecc.) ma vi è una concausa che ritengo essere la più devastante e la principale responsabile del massacro in atto: gli eserciti e le armi presenti in quel teatro di guerra. Vi è poi da aggiungere che chi sta violando il diritto internazionale lo può fare impunemente perché sa che non verrà sanzionato. L’Onu non ha strumenti propri per agire efficacemente e “salvare le generazioni future dal flagello della guerra” e non può né prevenire né sanzionare chi la guerra attua calpestando la Carta della Nazioni Unite. Le potenze militari possono agire indisturbate: la Nato ha potuto bombardare il Kossovo, gli Stati Uniti hanno potuto attaccare l’Iraq, le truppe della Coalizione possono combattere in Afghanistan, la Cina ha potuto massacrare il Tibet, ed ora la Russia può bombardare Gori. Le super potenze tacciono reciprocamente le violazioni altrui, per garantire l’impunità alle proprie. Il mondo osserva attonito, l’Onu balbetta, l’Unione europea è inerme. Lo strumento di prevenzione e pacificazione che servirebbe mettere in campo, non esiste ancora. La polizia internazionale e i corpi civili di pace rimangono sogni nel cassetto. Non trovano finanziamenti perché gli stati, tutti gli stati, preferiscono convogliare ogni risorsa disponibile per armare gli eserciti nazionali. Poi, davanti all’ultimo genocidio, piangono lacrime di coccodrillo perché manca la forza per fermare il massacro in atto. Accade in Afghanistan, accade in Iraq, accade in Uganda, nel Ciad, in Somalia, nello Sri Lanka, in Israele-Palestina . . . C’è una sola cosa da fare. Intanto non illudersi che con le nostre forze potremo fermare questa o quella guerra. Il compito nostro è quello di perseguire e proclamare la forza della verità: queste guerre e quelle future sono e saranno rese possibili dallo strumento militare. Per fermare il “flagello della guerra”, che produce sangue e distruzione e disumanizza l’intera umanità, è necessario abolire l’apparato bellico: le fabbriche d’armi, i bilanci militari, gli eserciti. La nonviolenza è il fine e il mezzo che questo renderà possibile. Contro la guerra in Georgia e contro ogni altra guerra in atto non possiamo far nulla. Ma quel nulla dobbiamo fare, fosse solo accendere una candela, scendere in piazza, scrivere questo articolo. Forse possiamo solo dire una parola, e quella parola, contro la guerra e la sua preparazione, deve essere “nonviolenza”. Il di più viene dal maligno.
  • Valori condivisi nell’Europa in trasformazione: il contributo delle culture e delle religioni

    Dal 22 al 25 maggio 2008 la Fondazione Opera Campana Dei Caduti e Religions for Peace con il patrocinio del Consiglio d’Europa, del Comune di Rovereto, della Provincia Autonoma di Trento, della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige.

    Meeting Interreligioso sul tema del dialogo tra le religioni come sfida e occasione per la costruzione di un futuro di pace. Al Congresso parteciperanno leaders di tutte le religioni provenienti da ogni parte d’Europa, rappresentanti politici delle istituzioni locali, nazionali, europee e gruppi impegnati nella cooperazione interreligiosa.

    Questa composizione di partecipanti e portatori di contributi genererà un valore supplementare che poche altre occasioni permettono. Molte delle persone invitate hanno grandi responsabilità nella loro opera di leadership, altre si sono assunti importanti responsabilità come cittadini europei consapevoli. Questo potrà generare un incontro stimolante e produttivo con un rafforzamento delle relazioni personali tra i partecipanti e una migliore comprensione comune dei valori condivisi su cui edifichiamo la nostra società. I partecipanti si uniranno per darsi vicendevolmente slancio e ispirazione, fare lavoro di rete e riportare ai loro ambienti di provenienza gli obiettivi dell’Incontro quando questo sarà terminato.

    Il tema dell’incontro sarà quello, attualissimo, delle nuove sfide che l’Europa multiculturale pone alle comunità religiose e del contributo che queste ultime possono apportare alla formulazione e messa in pratica di valori etici condivisi. Nell’Europa pluristratificata di oggi, vari gruppi di differenti culture e tradizioni religiose vivono fianco a fianco in Stati laici. Le relazioni tra popolazioni di diversa origine etnica, culturale e religiosa sollevano discussioni intorno ai concetti e ai possibili modelli di integrazione o di assimilazione. L’espansione dell’Unione Europea, con il conseguente aumento dei flussi migratori, ha ulteriormente accresciuto questa complessità e la responsabilità delle comunità religiose nel creare le basi di una comprensione vicendevole. Queste sfide hanno ripetutamente dimostrato la necessità di incontrarsi, iniziare e mantenere un dialogo oltre le barriere culturali e religiose.

    L’incontro si articolerà in sessioni plenarie e workshop. Tale organizzazione vuole garantire la piena partecipazione a giovani, donne, membri di base, leader politici e religiosi, ampie opportunità di interazione e costruzione di partnership oltre le culture e i confini nazionali per il benessere e la sicurezza di tutti. Temi delle sessioni e dei workshop saranno: il concetto di sicurezza condivisa e la cooperazione multireligiosa, l’impatto culturale e sociale delle nuove forme di immigrazione e la responsabilità delle nuove religioni mondiali nella costruzione di un’Europa unita, l’educazione religiosa e spirituale alla pace, il ruolo centrale delle donne nella diffusione di una cultura fondata sul dialogo e la nonviolenza, l’elaborazione di valori etici condivisi che contribuiscano alla costruzione di società armoniose fondate su una comune identità europea.

    La città di Rovereto, forte delle sue radici storiche che le hanno valso il nome di “Città della Pace”, sarà sede attiva e partecipe di questo storico incontro. Sono previste numerose occasioni di dialogo e interscambio tra la cittadinanza e i partecipanti al Meeting interreligioso.
  • DALLA PARTE DI SARA - 11 maggio

    Nell’ambito del percorso delle “Religioni per la Pace” che quest’ anno si incontrano a Rovereto (22-25 maggio), il “Gruppo Thea -Teologia al Femminile” presenta il libro

    “DALLA PARTE DI SARA”
    -per una interpretazione femminista delle Scritture-

    di PATRIZIA FARRONATO

    domenica 11 maggio ore 17,00
    c/o il Centro di Educazione Permanente alla Pace di Rovereto, via Vicenza 5

    L’incontro prevede momenti dedicati alle donne che si occupano delle varie arti (quali musica, poesia, pittura, scultura e danza)…
  • Petizione a sostegno del Dalai Lama

    L’organizzazione non governativa ‘Avaaz.org’ propone una petizione al Presidente cinese Hu Jintao per chiedere di esercitare moderazione e rispetto nell'affrontare le proteste in Tibet e di dialogare in modo costruttivo con il Dalai Lama per risolvere la questione Tibetana.

    Dopo decenni di repressioni, i tibetani chiedono al mondo un cambiamento reale.In questo momento i leader cinesi stanno decidendo se intensificare la violenza o tentare il dialogo.

    Tutti noi possiamo influenzare questa decisione critica, che potrebbe determinare il futuro del Tibet e della Cina. La Cina ha a cuore la sua reputazione internazionale, ma è necessario mobilitare il maggior numero di persone in tutto il mondo per ottenere l'attenzione del governo. Il Dalai Lama, leader spirituale tibetano, ha fatto appello alla moderazione e al dialogo: ha bisogno del nostro sostegno.Compila i campi qui sotto per firmare la petizione e spargere la voce.

    Petizione al Presidente cinese Hu Jintao: Come cittadini del mondo le chiediamo di esercitare moderazione e rispetto nell'affrontare le proteste in Tibet e di dialogare in modo costruttivo con il Dalai Lama per risolvere la questione Tibetana. Soltanto dialogo e riforme porteranno a una stabilità duratura. Il futuro della Cina e le sue relazioni con il resto del mondo dipendono da uno sviluppo armonioso, dal dialogo e dal rispetto.

    Avaaz.org

    Avaaz.org è stata fondata da Res Publica, un gruppo di attivisti globali, e da MoveOn.org, una comunità online che ha lanciato l'attivismo in rete negli Stati Uniti.

    Avaaz.org è stato poi sviluppato da un gruppo di imprenditori del settore sociale che hanno unito il lavoro sui problemi di giustizia globale alle nuove tecniche di attivismo online. I fondatori di Avaaz.org sono Ricken Patel, direttore esecutivo, Jeremy Heimans, David Madden, Eli Pariser, Tom Perriello, Tom Pravda e Andrea Woodhouse.

    Avaz.org
  • La danza al Centro - maggio 08

    presso il Centro di Educazione Permanente alla Pace, in Via Vicenza 5, a Rovereto,

    Venerdì 2 maggio alle ore 21.00,
    Danze dal Mondo con la Banda Improvvisata

    Venerdì 9 maggio alle ore 21.00,
    Danze popolari dai Balcani

    Venerdì 16 maggio alle ore 21.00,
    Danze popolari dalle Regioni Italiane

    Venerdì 23 maggio dalle ore 21.00 alle ore 22.30,

    Danze per la Scuola BESENELLO

    Sabato 10 maggio, presso la palestra della Scuola Elementare, dalle ore 16.00 alle 19.30, stage di “Vecchi balli di Romagna”, condotto da Giuseppe Scandiffio dell’associazione “Fermento Etnico” di Rimini.

    A seguire cena con piadina e Festa a Ballo con la “Banda Improvvisata”, “I Musicanti”, “Ensemble della Scuola Musicale Jan Novak” e “I Musici dello Zampognaro Lagaro”. Contributo stage; 10 euro, solo festa; 5 euro.
  • Mercoledì 23 Aprile - Incontro con Duong Thi Xuan

    Una Voce dal Vietnam arriva in Trentino
    Il GTV invita a sostenere la Campagna CiSTO! - Lotta contro il traffico di donne tra il Vietnam e la Cina


    in occasione dell'incontro con la Dott.ssa Duong Thi Xuan, esperta dell'Unione delle Donne vietnamita sul traffico di donne, che lavora sul campo quotidianamente e che gode di una grossa esperienza in questo settore.

    Mercoledì 23 Aprile, Rovereto, ore 20.30, presso la Casa della Pace

    Nel Vietnam del Nord, la rotta principale del traffico è verso la Cina, e la richiesta (soprattutto di donne e bambini) è in drammatico e crescente aumento.

    Come purtroppo si può immaginare, lo scopo del traffico è lo sfruttamento, che assume spesso varie forme, come, ad esempio, la prostituzione forzata, lo sfruttamento della manodopera, i matrimoni forzosi.

    GTV ha all'attivo diversi progetti che si propongono di intervenire nei confronti del traffico di donne, attraverso, ad esempio, la riqualificazione professionale in ambito tessile, la prevenzione, con campagne di sensibilizzazione mirate e dirette alle aree più a rischio, nelle regioni del nord.

    Per ulteriori informazioni, visita il sito www.gvtonline.org
    Per aderire alla campagna, vai su www.firmiamo.it/cisto
  • Iniziative di aprile DANZARE LA PACE

    La danza al Centro

    presso il Centro di Educazione Permanente alla Pace, in Via Vicenza 5, a Rovereto Venerdì 4 aprile alle ore 21.00,
    Danze dal Mondo con la Banda Improvvisata

    Festa del Riuso
    L’ associazione Caste Barco organizza a Pomarolo, nella piazza adiacente alle scuole,

    dalle 9.00 alle 17.00 di sabato 5 aprile 2008, la Festa del Riuso.

    Dalle ore 16.00 alle 17.00 animazione di danze popolari con Vincenzo

    La danza al Centro

    presso il Centro di Educazione Permanente alla Pace, in Via Vicenza 5, a Rovereto
    Venerdì 11 aprile alle ore 21.00,

    Danze popolari dalle Regioni Italiane

    La danza al Centro presso il Centro di Educazione Permanente alla Pace, in Via Vicenza 5, a Rovereto

    Venerdì 18 aprile dalle ore 21.00 alle ore 22.30,

    Danze per la Scuola; terza di quattro serate in cui verranno insegnate ai partecipanti semplici danze della tradizione popolare particolarmente adatte ai bambini delle Scuole Materne ed Elementari.

    L’invito è rivolto ad insegnanti, educatori, genitori, animatori, e a chiunque sia interessato. La partecipazione è libera e gratuita. Docente del corso sarà la pedagogista Paola Tomasi. A chi sottoscriverà la tessera dell’ associazione per l’anno 2008, sarà dato in omaggio un CD con le musiche delle danze imparate nei quattro incontri. L’ultimo incontro sarà venerdì 23 maggio.

    Gruppo Missionario — Commissione Caritas —Scout— Masci—Gruppo Oratorio

    organizzano

    FESTA DEI POPOLI 2008

    Domenica 20 aprile presso l’Oratorio di Mori (TN)

    14.00 Saluto di Don Tarcisio Guarnirei e delle Autorità

    14.15 Momento di preghiera interreligiosa con i rappresentanti delle confessioni presenti

    14.30 Canti e danze dei paesi del mondo, a cura dei partecipanti e di “Danzare la pace”

    15.45 Momento di festa e conoscenza con degustazione di cibi tipici dei paesi di origine

    Con la partecipazione straordinaria del “Mago Claudio”



    Laboratorio aperto di DANZE etnicoPOPOLARI, condotto da Michela Bassetti,

    Fino a maggio, tutti i venerdì, dalle ore 21 alle 23, presso la palestra della SCUOLA MEDIA di DRO (TN).

    La serata sarà condotta in modo da venire incontro sia a chi balla con noi per le prime volte sia a chi è già esperto, nello spirito della compartecipazione che caratterizza la danza popolare e la nostra Associazione.

    E’ richiesto: tessera Danzare la Pace - gettone presenza - scarpe da ginnastica. Info: Michela: 340.8302343
  • Sidelki-badanti - 30 marzo alle 14.30 presso la sala Filarmonica

    L'associazione "Città Aperta - ponti tra persone, lingue, culture", in collaborazione con l'assessorato alle politiche sociali del Comune di Rovereto e la Provincia di Trento invita domenica 30 marzo alle 14.30 presso la sala Filarmonica di corso Rosmini

    alla proiezione del film-documentario "Sidelki-badanti".

    Una pellicola particolare, dedicata a questo mondo di nuove emigranti, sul tema della lontananza dalle famiglie, della nostalgia, del ricordo e del rimpianto, attraverso testimonianze dirette e reali, emotivamente coinvolgenti.

    La regista Katia Bernardi ha sapientemente mescolato i sentimenti di quete donne, cercando di lenire le loro sofferenze, sfumare le loro solitudini ed allentare le inevitabili tensioni. Possiamo soltanto immaginare quanti e quali conflitti interiori vivano nel nostro ambiente, quanto forte sia lo smarrimento, quanto le loro paure si esprimano soprattutto in lunghi silenzi.

    Olga Puchkova è una di loro, è una russa che risiede in Ucraina, è mediatrice culturale della lingua russa e vicepresidente dell'Associazione trentina Italia-Ucraina.

    Insieme ad altre donne dell'Est è protagonista del film "Sidelki", per lei non è stato difficile: «Questo film parla delle sofferenze e delle difficoltà che incontriamo, tutte le protagoniste hanno vissuto questa vicenda personalmente. E' un'iniziativa importante, rivolta alle tante donne straniere che arrivano in Italia per avere la possibilità di lavorare e di guadagnare dei soldi da mandare a casa, per mantenere la propria famiglia. I problemi principali? Non tutte le famiglie di qui, anche quelle benestanti, vogliono stipulare contratti regolari con le badanti, molte prendono tempo e cercano delle irregolari, è più comodo. Spesso queste donne lavorano 24 ore su 24, quasi tutte hanno solo due ore di libertà al giorno e la domenica pomeriggio (per questo è stato scelto l'orario delle 14.30 per proiettare il film, ndr). Vogliamo dire che siamo anche noi esseri umani, che abbiamo le nostre esigenze, spesso non sappiamo con chi parlare della nostra situazione, ci chiudiamo in noi stesse perché riscontriamo poca disponibilità intorno a noi. Tanto lavoro, pochi soldi e per molte anche niente contributi previdenziali. Eppure svolgiamo un servizio utile, ci occupiamo degli anziani, spesso soli, 400 soltanto a Rovereto. Molti di loro nelle case di riposo non ci vogliono andare, tutti non ci starebbero neppure; con noi possono restare a casa loro, vivere serenamente ed anche i familiari hanno la sicurezza che c'è una persona affidabile vicino ai propri cari».
  • Discorso del Dalai Lama nel 49° anniversario dell'insurrezione nazionale tibetana

    In Tibet, la repressione è in continuo aumento, con numerose, inimmaginabili e gravi violazioni dei diritti umani

    10 marzo 2008 - Dalai Lama

    In occasione del 49° anniversario della pacifica insurrezione del popolo tibetano, avvenuta a Lhasa il 10 marzo 1959, offro le mie preghiere e rendo omaggio agli uomini e alle donne del Tibet che con coraggio hanno sopportato inenarrabili privazioni e sacrificato le loro vite per la causa del popolo tibetano. Esprimo la mia solidarietà a coloro che oggi subiscono la repressione e i maltrattamenti. Saluto i tibetani dentro e fuori il Tibet, i sostenitori della nostra causa e tutti coloro che amano la giustizia.

    Per quasi sei decenni i tibetani dell'intera area del Tibet, conosciuta come Cholkha-Sum (l'insieme delle tre Regioni dell'U-Tsang, del Kham e dell'Amdo), sono stati costretti a vivere, a causa della repressione cinese, in uno stato di costante paura, intimidazione e sospetto. Tuttavia, oltre a conservare la fede religiosa, il senso del nazionalismo e la loro peculiare cultura, i tibetani sono riusciti a mantenere viva la propria aspirazione alla libertà. Nutro grande ammirazione per queste speciali doti del mio popolo e per il suo indomabile coraggio. Ne sono estremamente soddisfatto e fiero.

    In tutto il mondo, numerosi governi, organizzazioni non governative e individui, interessati alla pace e alla giustizia, hanno significativamente sostenuto la causa del Tibet. In particolare, nel corso dell'ultimo anno, i governi e gli abitanti di molti paesi ci hanno manifestato il loro appoggio con gesti significativi. Desidero esprimere la mia gratitudine a tutti loro. Il problema del Tibet è molto complesso e, per la sua natura, abbraccia molti temi: la politica, la natura della società, la legge, i diritti umani, la religione, la cultura, l'identità di un popolo, l'economia e le condizioni dell'ambiente naturale. Di conseguenza, per risolvere il problema tibetano è necessario adottare un metodo di approccio onnicomprensivo, che sia di beneficio a tutte le parti in causa piuttosto che a una sola. Per questo motivo, ci siamo attenuti con fermezza ad una politica, quella della Via di Mezzo, in grado di garantire vantaggi reciproci e per molti anni ci siamo impegnati con sincerità e costanza per conseguire questi risultati. A partire dal 2002, i miei inviati hanno intrattenuto sei tornate di colloqui con le competenti autorità della Repubblica Popolare Cinese e hanno discusso argomenti di rilevante importanza.

    Questi colloqui a largo spettro hanno dissipato alcuni dei loro dubbi e ci hanno dato l'opportunità di chiarire le nostre aspirazioni, ma non hanno prodotto alcun risultato concreto circa la questione fondamentale. Inoltre, nel corso di questi ultimi anni, il Tibet ha assistito ad un aumento della repressione e della brutalità. Malgrado questi incresciosi sviluppi, rimane immutata la mia posizione e la mia determinazione a portare avanti la politica dell'approccio della Via di Mezzo e a continuare il dialogo con il governo cinese.

    Uno dei maggiori problemi della Repubblica Popolare Cinese è la mancanza di legittimazione del suo governo in Tibet. Il governo cinese potrebbe rafforzare la sua posizione attuando una politica in grado di soddisfare il popolo tibetano e di guadagnarne la fiducia. Se saremo in grado di giungere ad un accordo basato sul reciproco consenso, allora, come ho già molte volte affermato, mi adopererò in ogni modo per ottenere il sostegno del popolo tibetano.

    Oggi in Tibet, in seguito ai numerosi e poco lungimiranti interventi del governo cinese, l'ambiente naturale è seriamente danneggiato. La politica cinese di trasferimento della popolazione ha fatto sì che il numero dei non tibetani sia sensibilmente aumentato mentre i tibetani autoctoni sono ridotti ad una minoranza all'interno della loro stessa nazione. Inoltre, la lingua, le usanze e le tradizioni del Tibet, espressione della vera natura e identità del popolo, stanno gradualmente scomparendo e i tibetani sono sempre più assimilati alla preponderante popolazione cinese. In Tibet, la repressione è in continuo aumento, con numerose, inimmaginabili e gravi violazioni dei diritti umani, il rifiuto della libertà di culto e la politicizzazione delle questioni religiose. Questa situazione è causata dalla mancanza di rispetto del governo cinese nei confronti del popolo tibetano, è la conseguenza degli impedimenti che il governo di Pechino, deliberatamente, pone alla base della sua politica di unificazione delle etnie, che di fatto crea discriminazioni tra tibetani e cinesi. Chiedo pertanto alla Cina di porre fine immediatamente a tale politica.

    Sebbene le aree abitate dai tibetani siano designate con nomi diversi, quali regione autonoma, prefettura autonoma o contea autonoma, l'autonomia è di fatto solo nominale e non reale. Queste aree sono in realtà governate da persone che non conoscono la situazione locale e sono sotto l'egida di quello che Mao Zedong chiamava "Sciovinismo Han". Di conseguenza, la cosiddetta autonomia non ha arrecato alcun beneficio tangibile alle etnie interessate. Questa politica fraudolenta, incurante della realtà, sta enormemente danneggiando non solo i due gruppi etnici, ma la stessa unità e stabilità della Cina. È importante che il governo cinese, come affermò Deng Xiaoping, «cerchi la verità dai fatti», nel vero senso del termine. Quando, davanti alla comunità internazionale, sollevo il problema del benessere del popolo tibetano, il governo cinese mi critica duramente. Ma fino a che non troveremo una soluzione di reciproco beneficio, ho la responsabilità storica e morale di continuare a parlare liberamente a nome del mio popolo. Tuttavia, è noto a tutti che, da quando la leadership politica della diaspora tibetana è eletta direttamente dal popolo, sono in uno stato di semipensionamento. In virtù del suo grande progresso economico, la Cina sta diventando una nazione potente. Non possiamo che rallegrarcene, ma il potere acquisito offre altresì alla Cina l'opportunità di svolgere un importante ruolo sul palcoscenico globale. Il mondo sta ansiosamente aspettando di vedere in che modo l'attuale leadership cinese metterà in pratica i concetti pubblicamente espressi di "società armoniosa" e "crescita pacifica" alla cui realizzazione il solo progresso economico non è sufficiente: sono necessari sostanziali miglioramenti nei settori del rispetto dello stato di diritto, della trasparenza, del diritto all'informazione e della libertà di parola. E poiché all'interno della Cina coesistono molte etnie, al fine di salvaguardare la stabilità del paese è necessario che ad ognuna sia garantita l'uguaglianza e la libertà di proteggere le rispettive e peculiari identità.

    Il 6 marzo 2008 il Presidente Hu Jintao ha dichiarato: «Stabilità e sicurezza in Tibet significano stabilità e sicurezza nel paese». Ha aggiunto che la dirigenza cinese deve garantire il benessere dei tibetani, migliorare il proprio lavoro in relazione ai gruppi etnici e religiosi e mantenere stabilità e armonia sociale. Le parole del Presidente Hu tengono conto della situazione reale e non vediamo l'ora che ricevano applicazione. Quest'anno i cinesi aspettano con orgoglio e trepidazione l'apertura dei Giochi Olimpici. Fin dall'inizio, ho sostenuto l'idea che alla Cina fosse data l'opportunità di ospitare i Giochi. E poiché eventi di questo tipo, e in modo particolare le Olimpiadi, favoriscono il rispetto dei principi della libertà di parola, di espressione, di eguaglianza e amicizia, la Cina dovrebbe dimostrare di essere un buon paese ospitante facendosi garante di queste libertà. Perciò, oltre a mandare a Pechino i propri atleti, la comunità internazionale dovrebbe sensibilizzare il governo cinese su questi temi. So che, in tutto il mondo, molti parlamenti, individui e organizzazioni non governative si stanno in vario modo attivando perché la Cina colga l'opportunità delle Olimpiadi per attuare cambiamenti positivi. Apprezzo la loro sincerità. E, in totale sintonia, vorrei aggiungere che sarà molto importante stare a vedere cosa accadrà nel periodo successivo alla conclusione dei Giochi. Senza dubbio, i Giochi Olimpici avranno un grande impatto sul modo di pensare del popolo cinese. La comunità internazionale dovrebbe quindi investire la propria energia collettiva nella ricerca delle modalità attraverso le quali garantire, nel modo migliore, cambiamenti positivi e continui all'interno della Cina, anche quando le Olimpiadi saranno concluse.

    Desidero cogliere questa occasione per esprimere il mio orgoglio e il mio apprezzamento per la sincerità, il coraggio e la determinazione dei tibetani all'interno del Tibet. Chiedo loro di continuare ad operare in modo pacifico e nell'osservanza della legge così da assicurare a tutte le minoranze della Repubblica Popolare Cinese, compresa quella tibetana, il godimento dei loro legittimi diritti e benefici.

    Vorrei inoltre cogliere questa opportunità per ringraziare, in particolare, il governo e il popolo indiano per il loro continuo e incomparabile sostegno ai rifugiati tibetani a alla causa del Tibet e per esprimere la mia gratitudine a tutti quei governi e persone che hanno costantemente a cuore la nostra causa. Con le mie preghiere per il bene di tutti gli esseri senzienti.

  • Danze per la pace - marzo 2008

    La danza al Centro

    Venerdì 7 marzo alle ore 21.00,
    presso il Centro di Educazione Permanente
    alla Pace, in Via Vicenza 5, a Rovereto,
    Danze dal Mondo con la Banda Improvvisata

    Domenica 9 marzo 2008 con orario 9.30 - 12.30 e 14.30 -17.30
    presso la palestra della Scuola Elementare di Besenello
    STAGE DI DANZE INTERNAZIONALI condotto da Silvio Lorenzato
    Contributo di euro 25 + eventuale tessera 2008 di euro 25
    comprensiva di assicurazione RCT ed infortuni individuale.

    DANZE IN CERCHIO FACILI E ALLEGRE:
    Barsgeren yeghanag, Ekizliisko horo, Graovsko Horo, Mesjog Gur, Narino, Ordu'nun Isiklari, Sbrando, Trata, Zervodexios
    v DANZE IN CERCHIO FACILI E TRANQUILLE:
    Amalel Shir,Dospatsko horo, Mori shej, Wind on the Tor, Windrose

    DANZE FACILI PER ANIMAZIONE :
    Cotton eyed Joe, Cumberland Reel, Rikusalsa, Sbrando, Scatter Promenade #2, Snurrebocken, Tropnalo oro, Wallwalk

    VERSIONI ALTERNATIVE “MODERNE" DI FACILI DANZE POPOLARI, IDEALI PER I GIOVANI:
    Alane, Amen (variante Bannielou lambaol), Ces soirées là, Hit The Road Jack (variante Floricica), Zeynep

    La danza al Centro

    Venerdì 14 marzo alle ore 21.00,
    presso il Centro di Educazione Permanente
    alla Pace, in Via Vicenza 5, a Rovereto,

    Danze popolari dai balcani

    La danza al Centro

    Venerdì 21 marzo alle ore 21.00,
    presso il Centro di Educazione Permanente
    alla Pace, in Via Vicenza 5, a Rovereto,

    Danze di Meditazione, tradizionali e moderne

    La danza al Centro

    Venerdì 28 marzo alle ore 21.00,
    presso il Centro di Educazione Permanente
    alla Pace, in Via Vicenza 5, a Rovereto,
    Danze per la Scuola


    Laboratorio aperto di DANZE etnicoPOPOLARI, condotto da Michela Bassetti, Fino a maggio, tutti i venerdì, dalle ore 21 alle 23, presso la palestra della SCUOLA MEDIA di DRO (TN). La serata sarà condotta in modo da venire incontro sia a chi balla con noi per le prime volte sia a chi è già esperto, nello spirito della compartecipazione che caratterizza la danza popolare e la nostra Associazione. E’ richiesto: tessera Danzare la Pace - gettone presenza - scarpe da ginnastica. Info: Michela: 340.8302343
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