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Mostra sul Ghana e il nostro materiale tecnologico – Rovereto

Mostra fotografica “The victims of our wealth – Life in Sodom and Gomorrah – Accra, Ghana 2017”

Conosciamo veramente il costo umano e ambientale del materiale tecnologico che ci circonda?

Fotografie di Stefano Stranges – Testi di Antonella Sinopoli – Video di Simone Rigamonti

Biblioteca di Rovereto, sala multimediale
da mercoledì 31 maggio a domenica11 giugno

La mostra sarà aperta al pubblico e visitabile nell’orario di apertura della biblioteca

Inaugurazione il 31 maggio alle ore 18:00

a cura del CAVA – Coordinamento delle Associazioni della Vallagarina per l’Africa

Interverranno inoltre:

Stefano Stranges (fotografo)

John Mpaliza (attivista congolese), Peace Walking Man

modera Beatrice Taddei Saltini (Associazione 46° Parallelo/Atlante delle Guerre)

Mauro Previdi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rovereto

Comunità della Vallagarina

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Il 31 maggio prossimo alle ore 18:00 presso la Biblioteca di Rovereto si inaugurerà la mostra fotografica di Stefano Stranges “The victims of our wealth – Life in Sodom and Gomorrah – Accra, Ghana 2017” (Le vittime del nostro benessere – Vita a Sodoma e Gomorra).

La mostra sarà presentata dal Coordinamento delle Associazioni della Vallagarina per l’Africa – CAVA che, dal 2014 a Rovereto e a livello nazionale, pone l’attenzione sulla drammaticità degli eventi che da oltre 20 anni perseguitano la popolazione indifesa della Repubblica Democratica del Congo, vittima di violenze inenarrabili connesse a una guerra economica internazionale per l’estrazione e la commercializzazione di preziosi minerali “insanguinati” (coltan, cobalto, ecc.), utilizzati per la produzione di smartphone, computer, televisori, frigoriferi e altri strumenti tecnologici usati nella nostra quotidianità. La città di Rovereto ha già ospitato a febbraio questa parte della mostra fotografica, con le immagini scattate in Congo da Stranges, grazie all’interesse dell’associazione La Grande Quercia.

Akwasi, Michael, Abeiku, Ishmael, Sumaila (Smoking), and Wakasu, busily retrieving the best parts of E-Waste to be sold for recycling. They have lived in Sodom and Gomorrah all their lives.
Akwasi, Michael, Abeiku, Ishmael, Sumaila (Smoking), and Wakasu, busily retrieving the best parts of E-Waste to be sold for recycling. They have lived in Sodom and Gomorrah all their lives.

La mostra fotografica presenterà invece l’altra faccia della problematica: ciò che accade giornalmente nel Ghana dove l’impatto dei rifiuti elettronici (vecchi cellulari e strumenti tecnologici vari “superati”) procura non solo danni elevati all’ambiente ma mette anche in luce la miseria di chi, per lo più ragazzini, “lavora” scavando con le mani nude nelle enormi discariche nel tentativo di procurandosi materiali preziosi per la vendita. Scopo della mostra è di sensibilizzare sull’uso, la riparazione, il riuso, il riciclo, la rivendita di cellulari e delle varie apparecchiature elettroniche che vengono poi smaltite in Africa.

A questo proposito Stranges scrive:Il suo nome è Agbogbloshie, ma quando lo cerchi, meglio chiedere ‘Sodoma e Gomorra’, tutti lo conoscono con quel nome. È la discarica nera dell’Occidente. 100.000 tonnellate all’anno, compresi mobili, frigoriferi, televisori, computer. Qui vengono bruciati, aperti, selezionati, riciclati e ri-venduti, per poi entrare nuovamente nel ciclo di produzione e vendita. 80.000 è la popolazione stimata della zona, abitanti provenienti principalmente dal nord e dalle zone più depresse del Ghana.

Mohammed show me his house made of skeletons of old fridges, in Sodom and Gomorrah E-waste
Mohammed show me his house made of skeletons of old fridges, in Sodom and Gomorrah E-waste

Attraverso le immagini di Stranges si entrerà nel mondo degli scavengers ghanesi, accompagnate anche dai testi illustrativi della giornalista Antonella Sinopoli (Voci Globali). Nel corso dell’inaugurazione sarà inoltre proiettato un video di Simone Rigamonti con le testimonianze delle persone incontrate dai tre professionisti. “Mio figlio e la mia casa sono la cosa più preziosa che ho”, dice Rasheeda mentre orgogliosa ci apre la piccola porta della sua capanna fatta di scheletri di vecchi frigoriferi e tavole di legno. Ma qui le “case” cambiano ogni giorno. La scritta “Understanding the times” sul vecchio tetto di uno scuolabus usato come copertura di una casa, sembra infatti essere triste monito per molti di loro. Le immagini parleranno da sole perché il lavoro di Stranges è un’emozione non legata all’effimero, ma ha saputo cogliere negli occhi delle persone il loro “magnifico aspetto umano”!

 

Promuovono il CAVA – Coordinamento delle Associazioni della Vallagarina per l’Africa, il Comitato delle associazioni per la Pace e i Diritti Umani di Rovereto, ACCRI Trento e le associazioni Africa Tomorrow, COOPI Trento, ass. Il Melograno, MLAL Trentino onlus, Shishu, Spagnolli Bazzoni onlus, Tam Tam per Korogocho, Gruppo Autonomo Volontari, il Forum Trentino per la Pace e la Biblioteca Civica di Rovereto.

 

Scheda di approfondimento sull’importanza del riciclare i rifiuti elettronici – tratta da Greenpeace.it

10 anni di smartphone

 

///////////////////////   10 anni di smartphone  \\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

Occorre riciclare i rifiuti elettronici

Negli ultimi dieci anni, la produzione e lo smaltimento di smartphone hanno avuto un impatto significativo sul nostro pianeta, secondo un rapporto diffuso oggi da Greenpeace Usa, all’inaugurazione del “World mobile congress” di Barcellona.

Se tutti gli smartphone prodotti nell’ultimo decennio fossero ancora in uso, ce ne sarebbero abbastanza per ogni persona sul pianeta. I consumatori sono spinti a cambiare telefonino così spesso che la media di utilizzo è di soli due anni: l’impatto sul pianeta è devastante

Quando si considerano tutti i materiali e l’energia richiesta per realizzare questi dispostivi, la loro durata e il basso tasso di riciclo, diventa chiaro che non possiamo continuare su questa strada. Abbiamo bisogno di dispositivi che durino più a lungo e, in sostanza, abbiamo bisogno di aziende che adottino un nuovo modello di produzione circolare.

Greenpeace chiede all’intero settore IT di adottare un modello di produzione circolare, in modo da affrontare alla radice molte di queste sfide ambientali. Un caso esemplare è quello di Samsung, che dovrebbe impegnarsi pubblicamente al riciclo del Galaxy Note 7s, riducendo al minimo l’impatto sulle persone e sull’ambiente. Invece non è ancora chiaro cosa intenda fare con i 4,3 milioni di telefonini che ha ritirato dal commercio.

www.greenpeace.it

 

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