La fabbrica dei desideri “svende tutto”

La fabbrica dei desideri

Una fiumana di gente per le strade, caffè affollati, uno sguardo alle vetrine “imbandite”. E’ questa la fotografia di una normale giornata di consumo “compulsivo” che porta anche in un periodo di ristrettezza economica a indebitarsi con pagamenti a rate, pur di dimostrare il proprio “amore” con magnifici regali. Ma molti di questi acquisti sono indotti dalle pratiche di pubblicità “aggressiva” che ci arriva attraverso i nostri televisori o i computer, dai grandi tabelloni pubblicitari o i pannelli luminosi fino a diventare parte delle gallerie espositive o delle manifestazioni sportive. Tra le tecniche di marketing che spingono di più a comperare c’è quella del Neg Factor (“Fattore Assillo”) che si basa sull’assunto che per spillare il denaro ai genitori si punta a convincere i bambini ad assillarli affinchè avvenga l’acquisto.

 

 

 

Ma questo superconsumo non fa bene alla nostra economia che sta vivendo un declino a causa di un fenomeno della globalizzazione economica conosciuto come “delocalizzazione”, ovvero lo spostarsi delle aziende e degli investimenti verso i paesi con un basso costo del lavoro. E qui parliamo di paesi come Cina, India, Vietnam o ancora Hunduras e Nicaragua. Un fenomeno che fa paura a molti, vista la conseguente fuga di produzione e il taglio dei posti di lavori che incide sulla stabilità dell’economia. Ma il consumatore cosa sa di questa produzione?

 

Molte delle produzioni appaltate dalle grandi multinazionali sono basate su uno “sfruttamento scientifico” che prevede per esempio il confezionamento di una maglietta suddiviso in ventidue operazioni distinte: cinque passaggi per il taglio del tessuto, undici passaggi per la cucitura, sei per incollare le etichette, attacare il cartellino del prezzo e inserire la maglietta in una custodia di plastica, pronta alla spedizione. Ad ognuna di queste operazioni è assegnata una durata in unità di dieci millesimi di secondo. Sommando le durate di tutte le operazioni, il risultato dei calcoli portava a un tempo massimo di 6,6 minuti per il confezionamento di ogni maglietta – che tradotto in costo del lavoro equivale a 8 centesimi di dollaro per maglietta della Nike che in Europa viene venduta a circa 30 Euro.

 

Cosa fa la maggioranza dei consumatori? Naturalmente per acquistare un buon numero di prodotti o regali tutti noi siamo tentati ad accaparrarci delle merci che siano il più a basso costo possibile. Una ricerca che richede molto tempo e ci fa passare molti dei nostri pomeriggi negli ipermercati dove l’offerta è ghiotta a tal punto che si comprano anche cose che non servono. Ma fatte le giuste valutazioni, questi prodotti a basso costo stanno favorendo quelle economie dove a fare da padrone sono proprio le grandi multinazionali pronte a tutto pur di aumentare i loro profitti a scapito delle popolazioni locali, violando le pochissime leggi ambientali e sindacali che esistono.

 

Per non rimanere corresponsabili di questo effetto a catena, consigliamo ai consumatori di leggere sui prodotti il paese di provenienza e privilegiare la produzione nazionale, oltre che “boicottare” i marchi che sono sotto inchiesta internazionale. In un mercato “liberalizzato” il consumatore ha la possibiltà di autoprodursi alcuni semplici regali che rendano lo scambio di auguri più intenso. Per molti articoli come artigianato, alimentari e cosmesi è possibile rivolgersi al mercato equo e solidale che riconosce dignità e diritti ai produttori del sud del mondo. Ma per non pesare sull’ambiente con lunghi trasporti è possibile rivolgersi ai produttori locali per molte merci e servizi.

 

Ultile strumento per organizzarsi e conoscere meglio le proposte dell’economia solidale del Trentino è possibile procurarsi la guida “Fa la cosa giusta!” che si può trovare la prima guida pratica al consumo critico e agli stili di vita sostenibili per il territorio trentino. Frutto di un lavoro collettivo, la guida censisce ben 380 tra aziende responsabili, cooperative e imprese sociali, enti pubblici e privati, associazioni e gruppi informali. La guida “Fa’ la cosa giusta” si può trovare in varie librerie o nelle botteghe di Mandacarù. Informazioni su www.trentinoarcobaleno.it

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13 thoughts on “La fabbrica dei desideri “svende tutto”

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